Ilaria Rossi - Psicologa psicoterapeuta

6 buoni motivi per compilare il diario alimentare

E’ bene ricordare che come mangiamo rappresenta ciò che siamo.

6 buoni motivi per compilare il diario alimentare: uno strumento per puntare sulla salute 

Perché è utile compilare il diario alimentare?

Compilare il diario alimentare psicofisico porta i seguenti vantaggi:

  • aumenta l’efficacia di una sana alimentazione
  • sostiene la persona nell’autoconsapevolezza
  • promuove l’autoregolazione della persona nelle proprie abitudini alimentari
Effetti negativi di una scorretta alimentazione
L’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati se le persone mangiassero in modo più salutare. Queste malattie quindi sono a esordio multi fattoriale, ossia di natura biopsicosociale.

Perché ha questi effetti sulla persona? In quanto il comportamento alimentare è il risultato dell’interazione tra gli aspetti biologici, socio-ambientali e  psicologici di una persona; quindi esso ne é influenzato.  Vediamo che cosa significa.

Come i tre aspetti influenzano, un corretto o un scorretto, comportamento alimentare.

  1. Nella sfera biologica rientrano le alterazioni genetiche, endocrine, malattie neurologiche e psichiatriche e alcuni farmaci che incidono sul peso e sull’alimentazione. A titolo esemplificativo nelle forme genetiche, degli studi hanno messo in luce l’esistenza di un gene che predispone la persona a farla ingrassare. L’ipotiroidismo e farmaci antidepressivi, le benzodiazepine, ecc. Spesso risultano responsabile dell’aumento del peso corporeo. 
  2. Nella sfera sociale fanno parte la cultura di appartenenza, la famiglia, la qualità delle relazioni, i colleghi, gli amici, i mass media, il costo degli alimenti e la sicurezza alimentare. Tutto ciò influenza e determina la scelta un certo tipo di alimentazione a scapito di altre, magari più salutari, ma per esempio più costosa. 
  3. Nella sfera psicologica appartengono il livello di autostima, l’umore, lo stress emotivo, il senso di colpa, le credenze, stili –coping– ossia come si affrontano delle situazioni problematiche o delle decisioni da prendere e la personalità. Tutte queste caratteristiche di una persona incidono sulla ricerca di una certa tipologia e quantità di cibo. 

Gli aspetti biologici, sociali e psicologici, quindi incidono, a vario titolo, sulle abitudini alimentari, alcuni esempi degli effetti negativi sono l’obesità, la malnutrizione ed i rischi cardiovascolari.

L’obesità e la malnutrizione, a loro volta, possono portare a vere e proprie patologie legate all’alimentazione come il diabete e il disturbo del comportamento alimentare-DCA (anoressia, bulimia, binge-eating, ecc).

I rischi cardiovascolari a loro volta possono comportare infarto e arteriosclerosi.

Quali sono i 6 motivi per cui è utile compilare il Diario alimentare psicofisico?

  1. Mangiare sano. Nel caso si voglia cominciare una dieta, è importante sapere che la ricerca ha dimostrato che le persone che hanno seguito una dieta, nella maggioranza dei casi hanno recuperato i chili che avevano perso. Il recupero del peso perso è avvenuto, anche se la dieta era stata prescritta da un medico o da un nutrizionista ed era associata ad attività fisica (Sumithran P., Proietto J. 2013). Infatti, solo il 3% delle persone ha mantenuto al 100% i chili persi con la dieta, mentre  solo il 28% ha mantenuto il 10% dei chili persi. Quindi, considerando l’alto rischio di recuperare i chili che faticosamente sono stati persi, compilare il diario alimentare psicofisico diventa un sostegno nei “momenti di cedimento” o di “avere un controllo di cosa ci sta accadendo in un certo periodo” e di “cosa stiamo mangiando”.
  2. Percezione del rischioMolte volte mangiare caramelle o dolci o altro, avviene in modo automatico e quindi non ci soffermiamo a considerare il contributo calorico che essi hanno ed il perché sostanzialmente si mangiano. Compilando il diario alimentare psicofisico completo, aumenta il livello di percezione, e conseguentemente di autoconsapevolezza – emotiva e cognitiva- del comportamento rischioso che si attua. Inoltre, aumentando la consapevolezza cresce la motivazione alla salute alimentare e quindi può rappresentare un incentivo ad un abitudine alimentare adeguata.
  3. Emotività. Il mangiare emotivo riguarda un comportamento alimentare nel quale il cibo diventa un rifugio comfort food dalle emozioni e che apparentemente ci fa sentire meglio. Questo “cibo-rifugio” ha l’obiettivo di colmare i vuoti emotivi causati da vissuti, come a titolo esemplificativo quali litigi, lutti e insoddisfazioni personali e/o lavorative. Il mangiare emotivo, spesso avviene in modo improvviso e senza consapevolezza. Purtroppo, la sensazione che sentiamo di “vuoto”  e l’emozione negativa percepita, come ad esempio la rabbia o la noia non può essere colmata che nel solo momento in cui si ingerisce il cibo. Tutto ciò, a sua volta, comporta anche un senso di colpa che la persona vive, per ciò che ha mangiato. Questo senso di colpa unito con il vissuto negativo della situazione non fa che peggiorare lo stato in cui ci si trova. L’uso e la compilazione del diario alimentare psicofisico completo, sostiene e facilita nella consapevolezza di cosa sta accadendo in quel momento e aiuta a trovare strategie alternative più funzionali e più sane.
  4. Autostima.  L’autostima riguarda l’integrazione tra il senso di autoefficacia – esempio ce la posso fare a non mangiare tanti cioccolatini quando mi sento solo/a- e il senso del valore personale -esempio mi merito di stare bene. Essa influenza i nostri atteggiamenti, le nostre aspettative e le nostre decisioni nei diversi ambiti della vita. Nello scrivere nel diario alimentare, l’emozione provata e il significato della situazione in cui ci si trova in quel momento aiuta ad accrescere l’autoconsapevolezza e autoefficacia e apre alla possibilità di autoregolazione alimentare.
  5. Credenze alimentari.  Le credenze rappresentano delle convinzioni personali sull’alimentazione e sul proprio benessere, frutto delle esperienze personali, delle abitudini familiari, ma anche di immagini veicolate dai mass media. E’ così un atteggiamento di chi riconosce per vero o per falsa una certa “opinione”. Compilando il diario alimentare, quindi si può mettere in discussione una certa credenza, come per esempio, “se mangio un cioccolatino al giorno non mi fa male” e conseguentemente a ciò modificare la credenza che soggiace a quel certo tipo di comportamento. Questo significa che sulla base di una certa credenza prevedo la sua azione.
  6. Credenze di autoefficacia. La credenza di autoefficacia rappresenta la credenza personale sulle proprie capacità di affrontare con successo delle difficoltà o compiti che si pongono in determinate situazioni (Bandura, 1997). Partendo dal presupposto che è poco realistico che una persona coltivi la sua autoefficacia in tutti gli ambiti di vita, ma può essere intenzionata a mangiare sano e perdere peso, con una credenza di autoefficacia percepita nel raggiungere tale obiettivo. In questo caso è utile compilare questo tipo di diario alimentare per aumentare o sviluppare il livello di autoefficacia nell’adottare comportamenti salutari.

Se nel leggere questo articolo, notate che dal punto 2 al punto 6 ci sono elementi che vi rispecchiano, oppure già siete consapevoli o scoprite di esserlo che per voi rimane difficile applicare il diario alimentare psicofisico potete contattarmi per un colloquio.

Qui troverete il Diario alimentare e come compilarlo

Lavorare con un psicologo alimentare sostiene nel percorso di cambiamento che si vuole intraprendere, sia nel dimagrimento che nella gestione dell’emozioni e del senso di autoefficacia.

Bibliografia

Zucconi A., Howell P. (2003) La Promozione della salute. Ed. la meridiana, Molfetta (Ba)

Petrillo G., Caso D.(2008) Promuovere la salute nei contesti educativi. Ed. Franco Angeli, Milano

Sumithran P., Proietto J. (2013) The decente of body weight: a physiological bassi for Dwight regain after Dwight Moss. Clinical Science, 124, 231-241 Great Britain

Alleri P., Ruocco, R. (2017) Il “peso” delle emozioni. Conoscere affrontare e vincere l’obesitá. Ed. Franco Angeli, Milano

MINISTERO DELLA SALUTE. (2013) Appropriatezza clinica, strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell’alimentazione. Ministero della salute.n.17/22, luglio-agosto

Gockel R. (2008) Donne che mangiano troppo. Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi. ED. UNIVERSALE ECONOMICA Feltrinelli, Milano

Bandura A. (1997) Self -efficacy. The exercise of control. New York, Freeman; trad. it. Autoefficacia. Teoria e applicazioni. Erickson, Trento, 2000

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