Narcisismo e social network

Nella società odierna l’aderenza al valore del potere e dell’immagine favorisce una cultura narcisistica, in cui predomina l’apparire e l’instaurare relazioni superficiali piuttosto che l’essere e il “mettersi in gioco” in relazioni profonde. Ed è la rete terreno fertile anche per la crescita, per lo sviluppo e per il mantenimento del narcisismo.

Il profilo della persona narcisista nei social network 

Il narcisismo si riferisce a tratti di personalità che rispecchiano un “gonfiato” e grandioso senso di sé. Le caratteristiche predominanti riflettono un pervasivo senso di unicità e un sentimento che “tutto gli sia dovuto”.

A livello relazionale la persona, con una prevalenza di tratto narcisista, tende a non investire su relazioni durature e nega a sè stesso sentimenti quali il calore affettivo, l’intimità e l’empatia. La persona con un tratto narcisistico, nei casi di persona legata all’importanza dell’immagine, è molto capace di intraprendere velocemente relazioni e di manipolarle per apparire popolare e una persona di successo.

Utilizza le relazioni interpersonali per aumentare e/o mantenere alto il suo senso di autostima; è come se la persona per sentirsi viva ha necessità di essere ammirato dagli altri. Questa necessità si coniuga molto bene dal nuovo modo di relazionarsi e comunicare attraverso i social network, come facebook, istangram, myspace, ecc.

I social network diventano dei “catalizzatori” del suo apparire affascinante, del suo sentirsi ammirato per soddisfare il bisogno di riconoscimento e di superiorità. In tal senso il narcisista infatti, viene anche paragonato ad un vampiro affettivo.

Perché il narcisista utilizza il potere dell’immagine?

Il narcisista utilizza il fascino sia con l’intento di instaurare relazioni sessuali effimere che per stabilire relazioni amicali, al fine di essere sostenuto nell’autostima, nel profilo covert-celato, idealizzando l’altro e quindi di riflesso sé stesso,  e di mantenere un’alta autostima nel profilo overt-manifesto (vedi Narcisismo overt e covert: le due facce della stessa medaglia).

Il potere dell’immagine nei social network serve ai narcisisti, nella vita virtuale come nella vita reale, in quanto come afferma Lowen (1983)

“è un gioco di potere, come lo è ogni manovra seduttiva”.

Il potere lì protegge dalle umiliazioni che hanno subito nell’infanzia dalle persone criterio (genitori o chi ne ha fatto le veci, insegnanti, ecc), le quali a loro volta utilizzavano il potere come mezzo di controllo (sia fisico che psicologico).

Nelle tipologie di persone caratterizzate da un prevalente tratto narcisistico, in base alle ferite del sé scaturite dalla relazione di attaccamento “non sana” e da un assetto biologico predisponente, si può arrivare fino ad un disturbo di personalità.  Molti profili infatti, come quelli istrionici, bordeline, ossessivo compulsivi, schizotipici, paranoidi e antisociali hanno come caratteristica comune il narcisismo, pur presentando delle loro caratteristiche specifiche (vedi i disturbi di personalità).

Ciò che caratterizza l’alto profilo narcisista rispetto agli altri tratti è la grandiosità, il bisogno costante di attenzione dagli altri per essere ammirati, credono di aver raggiunto la perfezione, e hanno timore che vengano rilevati su di sé difetti e imperfezioni.

Come la Rete “alimenta” il profilo del narcisismo digitale?

I social network -facebook, twetter, instangram, ecc- permettono di instaurare molte relazioni di tipo superficiale; questo soprattutto nel profilo di narcisismo overt, il quale è abile nell’instaurare relazioni di questo tipo. Dalle ricerche è emerso infatti che una delle caratteristiche che descrivono tale profilo narcisistico è il possesso dell’alto numero di amici, o dal misurare il numero di “like” che hanno.

Attraverso i social network le relazioni amicali possono essere molte, da centinaia a migliaia, e più facili da sostenere condividendo dei post rispetto ad una relazione autentica e reale “vis a vis”.  Si può affermare che la “Rete” facilita al narcisista la possibilità di instaurare tante relazioni superficiali. Accade di sentire persone che affermano “siamo amici su facebook, ma quando mi incontra per strada neanche mi saluta”. Il narcisista stando attento a porre l’immagine migliore di sé, può inserire foto attraenti e descrivere, attraverso l’informazioni su di sé, l’immagine che si vuole essere.

Il narcisismo nei sociali network risulta essere correlato all’alto numero di amici, all’esagerata promozione della propria immagine e alla presentazione di sé.

Ed ancora nei profili personali di facebook, instagram, twetter, ecc. sono risultati narcisisti coloro che hanno inserito nella maggior parte delle loro foto immagini in cui sono attraenti, sensuali e provocatori.

Per quanto riguarda le foto postate dai narcisisti, rispetto alle persone che non possiedono tale tratto o che lo possiedono in modo “salutare”, quale sano narcisismo, pubblicano sostanzialmente foto affascinanti, fashion, cioè si può dire perfette!

Sintomi del narcisismo digitale

Si può parlare di una sorta di narcisismo digitale, che da quanto afferma il professor Cantelmi (2012), nel momento in cui la persona presenta dei sintomi che possono essere più o meno vissuti e che debbano essere almeno 5 e sono:

  • stare sempre al centro della “web attenzione”;
  • essere impegnati a soddisfare i propri bisogni;
  • non tollerare rinvii o ostacoli;
  • essere seducenti, convincenti e manipolatori;
  • essere competitivi, esibizionisti e megalomani;
  • essere arroganti, egocentrici, intimidatori e aggressivi;
  • essere talvolta sprezzanti, invadenti e insensibili;
  • sentirsi superiori agli altri e di conseguenza pretendere privilegi e riconoscimenti;
  • non accettare critiche, né consigli, né dipendere dagli altri;
  • essere affascinati da chi è “sotto i riflettori”, ma anche essere molto invidiosi;
  • proiettare “parti di sé” sugli altri per soddisfare i propri bisogni;
  • se ostacolati i narcisisti reagiscono con scoppi di rabbia o più raramente con distimia e sintomi depressivi.

La dipendenza patologica del narcisista dai social network

Il concetto di Internet Addiction (internet dipendenza o retomania) nasce negli Stati Uniti intorno agli anni ’90 in cui lo psichiatra americano Ivan Goldberg (1995) definisce le caratteristiche psicopatologiche che poi sono state riprese e ampliate da Young (1996). In generale si fa riferimento alla tolleranza (bisogno di trascorrere crescente quantità di tempo su internet), sintomi di astinenza (irritabilità, ansia e tristezza) e credere di avere il controllo.

La persona con un prevalente profilo narcisista può giungere, nel caso di patologia,  a forme di dipendenza dalla Rete, definito da Cantelmi e Talli (2007) “addicted per azione”, in cui i vari social network simboleggiano gli specchi della vanità e del potere narcisistico.

La dipendenza dalla Rete, retomania o internet addiction, nel narcisista si innesca per ricercare fantasie di successo, potere, fascino e bellezza illimitati.

La patologia di dipendenza dalla Rete nel narcisista, come nelle altre forme di dipendenza a cui può andare incontro, si può leggere come colmare quel vuoto tra il suo falso sé e i bisogni negati. Il narcisista nelle relazioni di attaccamento con le persone criterio o caregiver (genitori e chi ne ha fatto le veci), è stato umiliato e/o genitori quale forma di dipendenza “sana” dagli altri, è stato costretto a costruire un falso sé, rinunciando al suo sé reale.

Bibliografia

Lowen, A. (1983). Narcisismo. Denial of the True Self, Macmillan Publishing Company (trad. it. Il Narcisismo. L’identità rinnegata, Milano, Feltrinelli Editore, 1985).

Wink, P. (1991). Two faces of narcissism. Journal of Personality and Social Psychology, 61, 590-597.

Cantelmi T., Talli M. (2012). Condotte tecno additive nell’era del narcisismo digitale Formazione Psichiatrica n. 2-3 Maggio-Dicembre, 41-46 http://www.toninocantelmi.it/userfiles/articolo-scientifici/condotte%20tecno-additive.pdf

Goldberg I. (1995). Internet Addiction Disorder. IAD, in Cinti M. E.(a cura di) Internet Addiction Disorder un fenomeno sociale in espansione (pp.6-7). http://www.iucf.indiana.edu/brown/hyplan/addict.html.

Young K. S. (1996) Internet Addiction: The emergence of a new clinical disorder CyberPsychology and Behavior, Vol. 1, No. 3, 237-244.